Piazza Calandrini e al sua fontana
Acqua, arte e vita nel cuore di Sarzana
Una fontana può sembrare un elemento semplice, quasi scontato nel paesaggio di una città. In realtà, per molti secoli, le fontane hanno avuto una funzione fondamentale: erano luoghi nei quali l’acqua entrava nella vita quotidiana della comunità.
💦 Prima dei rubinetti
Oggi per avere dell’acqua basta aprire un rubinetto.
In passato non era così.
Pozzi, sorgenti, cisterne e fontane pubbliche costituivano punti essenziali per l’approvvigionamento idrico delle città.
La fontana era quindi molto più di un elemento decorativo: attorno all’acqua ci si incontrava, si scambiavano notizie e si svolgevano piccoli gesti della vita quotidiana.
Per questo le fontane sono spesso collocate in piazze, slarghi e punti di passaggio.
👀 OSSERVA LA FONTANA
Adesso guardala con attenzione.
Non limitarti a registrare che “c’è una fontana”.
Prova a osservare:
di quale materiale è fatta?
da dove esce l’acqua?
dove viene raccolta?
è simmetrica?
ci sono decorazioni, simboli o iscrizioni?
sembra pensata soltanto per essere bella oppure anche per essere utilizzata?
Sono domande semplici, ma rappresentano un modo diverso di esplorare una città.
L’Orienteering Inverso serve anche a questo: accorgersi di particolari davanti ai quali normalmente passeremmo senza fermarci.

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Una piccola piazza nel cuore della città
Il Comune descrive Piazza Calandrini come un caratteristico e raccolto spazio nel cuore del centro storico, oggi conosciuto soprattutto per gli eventi artistici all’aperto.
Le sue dimensioni sono molto diverse da quelle della grande Piazza Matteotti.
Ed è proprio questo a darle un carattere particolare: più che una grande piazza monumentale, è uno spazio urbano raccolto, inserito nel tessuto delle strade e degli edifici storici.
🎨 UNA PIAZZA CHE DIVENTA UN ATELIER
C’è però qualcosa che rende Piazza Calandrini particolarmente conosciuta a Sarzana.
Da oltre quarant’anni, durante l’estate, qui si svolge La Calandriniana.
E non è una normale mostra d’arte.
Gli artisti non arrivano semplicemente con quadri già terminati da appendere.
Li realizzano qui.
La piazza si trasforma in un vero atelier a cielo aperto: vengono montati cavalletti e grandi tele e il pubblico può vedere gli artisti mentre lavorano, osservando giorno dopo giorno la nascita delle opere.
🖌️ Vedere nascere un’opera
L’idea originaria della Calandriniana era proprio quella di portare gli artisti fuori dai loro studi.
La manifestazione fu ideata da Graziano Dagna e Giuliano Diofili e nel 2024 aveva già raggiunto la sua 44ª edizione.
Le tele utilizzate in quella edizione misuravano addirittura 1,80 × 2 metri.
Immagina quindi questa stessa piazza piena di grandi superfici bianche.
Poi immaginala qualche giorno dopo: colori, figure e forme hanno progressivamente occupato quelle tele.
Il pubblico non vede soltanto il risultato finale.
Assiste al processo creativo.
🎭 Una piazza che cambia funzione
Questo è un aspetto interessante degli spazi pubblici.
Una piazza non è soltanto ciò che vedi oggi.
Può essere luogo di passaggio, incontro, ristoro, manifestazioni e cultura.
Durante la Calandriniana, Piazza Calandrini diventa contemporaneamente laboratorio, studio d’artista, esposizione e luogo d’incontro tra artisti e pubblico.
È un bell’esempio di come uno spazio storico possa continuare a vivere attraverso attività contemporanee.
🌍 E NEL 2026 L’ARTE È TORNATA QUI
Proprio nell’anno della vostra Sarzana Experience Map, Piazza Calandrini è stata scelta anche come uno dei luoghi della grande mostra diffusa “Jiménez Deredia – La culla di un artista”.
Dal 5 agosto al 31 ottobre 2026 le opere monumentali dello scultore costaricano sono state collocate in diversi punti del centro storico, tra cui Piazza Calandrini, Piazza Niccolò V, Piazza Luni, Fortezza Firmafede e Palazzo Civico.
L’idea è quella di trasformare progressivamente Sarzana in una sorta di museo a cielo aperto, facendo dialogare arte contemporanea, architettura e storia della città.
💡 CURIOSITÀ
C’è quindi un curioso filo conduttore in questa piccola piazza:
l’acqua della fontana è in movimento e anche l’arte qui viene mostrata mentre prende forma.
Niente è completamente statico.
La fontana cambia continuamente con l’acqua che scorre; durante la Calandriniana le tele cambiano giorno dopo giorno sotto gli occhi dei passanti.
🔎 LA SFIDA DELL’OSSERVATORE
Prima di continuare il percorso, mettiti vicino alla fontana e fai un giro completo con lo sguardo.
Questa volta hai 30 secondi.
Prova a memorizzare almeno cinque particolari della piazza: un materiale, un colore, un’insegna, una finestra, una decorazione, una forma particolare.
Poi guarda nuovamente la mappa.
Riesci a capire da quale strada sei entrato e da quale potresti uscire senza tornare sui tuoi passi?
Hai appena utilizzato insieme osservazione, memoria spaziale e orientamento.

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