Concattedrale di Santa Maria Assunta
Una chiesa, otto secoli di storia e… una spada nella facciata
Sei arrivato davanti a uno degli edifici più importanti di Sarzana.
La Concattedrale di Santa Maria Assunta domina il centro storico con la sua grande facciata di marmo bianco. Ma non limitarti a guardarla nel suo insieme.
Questa volta dovrai diventare un vero esploratore di dettagli.
Perché sulla facciata, dentro la chiesa e persino nei materiali utilizzati per costruirla si nascondono storie sorprendenti.
Tutto comincia con l’antica Luni
Per capire perché questa chiesa sia così importante dobbiamo tornare indietro di oltre 800 anni.
Nel Medioevo l’antica città di Luni, un tempo importantissimo centro romano, era ormai in declino. Nel 1201 il vescovo lasciò l’antica sede e si trasferì a Sarzana.
Nell’area dove esisteva già la chiesa di San Basilio cominciò così a prendere forma il nuovo grande edificio religioso destinato a diventare la cattedrale. La costruzione si protrasse a lungo: il portale reca la data 1355, mentre il completamento della parte superiore della facciata e del rosone avvenne nel Quattrocento.
La chiesa che osservi oggi è quindi il risultato di secoli di costruzioni, modifiche e ampliamenti.
👀 Cominciamo dalla facciata
Fermati davanti all’ingresso e guarda verso l’alto.
La facciata è rivestita di marmo bianco ed è dominata da un grande rosone, completato nel 1474 nell’ambito degli interventi promossi dal cardinale Filippo Calandrini.
Ancora più in alto troverai tre statue.
Raffigurano: Papa Sergio IV – Sant’Eutichiano – Papa Niccolò V.
Furono collocate sulla facciata nel 1735, anche se erano state previste già nel Quattrocento.
🔎 Prima sfida
Senza ingrandire una fotografia sul telefono:
riesci a individuare tutte e tre le statue?
⚔️ ADESSO CERCA UNA SPADA
Questa è probabilmente la curiosità che i ragazzi ricorderanno più facilmente.
Guarda attentamente la parte sinistra della facciata, in alto.
Tra i marmi è infissa una spada. Sì, una vera spada.
Secondo la tradizione ricordata dalle fonti cittadine, sarebbe legata alla pace raggiunta nel 1353 tra Ghibellini milanesi e Guelfi fiorentini grazie all’intervento del futuro imperatore Carlo IV.
La spada “sepolta” nel muro rappresenterebbe simbolicamente la rinuncia alle armi e quindi la fine dello scontro.
🕵️ La trovi?
Non ti diciamo esattamente dove guardare.
Hai un solo aiuto: è sulla facciata e devi alzare parecchio gli occhi.
🪨 Una scalinata costruita con pezzi dell’antica Luni
Guarda adesso dove metti i piedi. Anche qui si nasconde una storia.
La scalinata d’ingresso venne realizzata nel 1504 utilizzando marmo proveniente dalle rovine dell’antica Luni.
Pensaci.
Un materiale appartenuto all’antica città romana venne recuperato e riutilizzato nella nuova città che ne aveva raccolto parte dell’eredità. Quindi, mentre sali quei gradini, stai letteralmente camminando su un piccolo frammento della storia di Luni.
✝️ Dentro si trova un’opera del 1138
Se puoi entrare nella Concattedrale, cerca uno dei suoi tesori più importanti.
È il celebre Crocifisso di Mastro Guglielmo.
L’opera è firmata e datata 1138 ed è considerata una testimonianza fondamentale della pittura romanica italiana. Il portale turistico cittadino la presenta come la più antica croce dipinta italiana datata.
E qui compare un dettaglio interessante per il nostro percorso.
Il Crocifisso non si trovava originariamente qui.
Per molto tempo era custodito proprio nella Pieve di Sant’Andrea, un altro dei luoghi che avete incontrato durante l’Orienteering Inverso. Nel 1680 venne collocato nella cappella del Crocifisso della Cattedrale.
Le nostre tappe, quindi, cominciano a collegarsi tra loro.
🩸 Un’altra reliquia particolare
All’interno della Concattedrale viene custodita anche la reliquia del Preziosissimo Sangue di Cristo, conservata nella cappella alla destra dell’altare maggiore.
La cappella destinata a custodirla fu ricostruita nel 1617 per volontà del vescovo Giovanni Battista Salvago. Negli anni successivi intervenne nella decorazione anche Domenico Fiasella, uno dei più importanti pittori nati a Sarzana.
🎨 Alza gli occhi anche quando sei dentro
Entrando, non guardare soltanto gli altari. Guarda il soffitto.
Quello attuale è un grande soffitto ligneo a cassettoni, realizzato nel 1670 dal pisano Pietro Gambelli. L’interno è organizzato in tre navate, separate da pilastri ottagonali in marmo bianco apuano.
È interessante confrontare l’esterno con l’interno: da fuori prevalgono marmo, rosone e verticalità; dentro lo spazio si apre in larghezza e lo sguardo viene attirato dalle cappelle, dalle opere d’arte e dal soffitto.
🎵 C’è anche uno strumento gigantesco
Voltati verso l’ingresso e guarda in alto. Troverai il grande organo della Concattedrale.
Quello attuale fu costruito dai Fratelli Serassi di Bergamo e completato nel 1842. Possiede due tastiere, una pedaliera e numerose canne sonore.
Ma non fu il primo.
La presenza di un organo nella cattedrale è documentata già nel Quattrocento: uno strumento venne costruito tra il 1461 e il 1463.
👤 Niccolò V: da Sarzana a Roma
Una delle tre statue sulla sommità della facciata rappresenta Niccolò V. Il suo nome prima di diventare papa era Tommaso Parentucelli ed era nato a Sarzana. Fu eletto pontefice nel 1447.
La sua famiglia ebbe un ruolo importante anche nella storia della Concattedrale: il cardinale Filippo Calandrini, suo fratello uterino, contribuì agli interventi quattrocenteschi che portarono al completamento e all’abbellimento dell’edificio.
E anche questo nome dovrebbe ormai suonarti familiare… Calandrini.
🧩 UNA CATTEDRALE DA ESPLORARE
Prima di ripartire prova a trovare almeno 5 di questi 8 elementi:
🌹 il grande rosone
👑 le tre statue sulla sommità
⚔️ la spada nella facciata
🚪 il portale del 1355
🪨 la scalinata realizzata anche con marmo proveniente da Luni
e, se la chiesa è aperta:
✝️ il Crocifisso di Mastro Guglielmo
🎵 il grande organo
🟫 il soffitto ligneo a cassettoni
Quanti ne hai trovati?
💡 CURIOSITÀ: guarda sopra la porta
Sul portale è ancora leggibile un’iscrizione che ricorda il 1355 e Michelino de Vivaldo, legato ai lavori della facciata.
Non è semplicemente una decorazione.
È quasi un messaggio lasciato sulla pietra da chi lavorò alla costruzione oltre 650 anni fa.
È uno degli aspetti più affascinanti degli edifici storici: spesso non abbiamo bisogno di un libro per sapere qualcosa del loro passato.
A volte basta imparare a leggere ciò che è scritto sulle loro mura.
🧭 PRIMA DI RIPARTIRE…
Allontanati di qualche metro e guarda nuovamente tutta la facciata.
Pensa a quello che hai appena scoperto.
Davanti a te convivono tracce dell’antica Luni, Medioevo, Rinascimento, Seicento, Settecento e Ottocento.
E una spada continua ancora oggi a ricordare simbolicamente che, qualche volta, la cosa più importante che si può fare con un’arma è deporla.
Adesso riprendi la mappa.
La tua esplorazione di Sarzana continua.

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