Monumento ai Caduti prima Guerra Mondiale

La memoria di 154 sarzanesi nel cuore della città

Sei arrivato nel cuore di Piazza Giacomo Matteotti.

Davanti a te c’è uno dei monumenti più importanti di Sarzana: fu realizzato per ricordare i cittadini caduti durante la Prima Guerra Mondiale, combattuta dall’Italia tra il 1915 e il 1918.

Il monumento venne inaugurato nel 1934 ed è opera dello scultore sarzanese Carlo Fontana.

Ma per comprenderlo davvero bisogna girargli intorno.

Ogni lato racconta infatti una parte della storia.

👤 Chi era Carlo Fontana?

Carlo Fontana nacque nel 1865 e morì a Sarzana nel 1956.

Fu uno scultore importante tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento. Tra le sue opere più conosciute figura la Quadriga dell’Unità, uno dei grandi gruppi scultorei del Vittoriano a Roma.

Nel 1934 realizzò per la sua città il Monumento ai Caduti che hai davanti.

Per costruirlo utilizzò soprattutto un materiale strettamente legato al nostro territorio: il marmo bianco di Carrara.

Il monumento misura circa 9 metri di altezza, oltre 9 metri di lunghezza e quasi 7 metri di larghezza. La struttura e le figure sono prevalentemente scolpite nel marmo; fa eccezione la grande figura posta sulla sommità, realizzata in bronzo.

🪽 Alza gli occhi: chi è la donna con le ali?

È probabilmente la figura che hai notato per prima.

Sulla sommità del monumento si trova una grande figura femminile alata.

Rappresenta la Vittoria, ma ha un nome particolare: LA PROCELLARIA

La Vittoria di Carlo Fontana non viene rappresentata semplicemente trionfante.

È ferita.

Con la mano sinistra sostiene l’ala colpita, mentre il corpo e la veste sembrano ancora mossi dal vento. Un piede è avanzato e l’altro saldamente appoggiato, quasi come se la figura fosse appena atterrata sul monumento.

È un’immagine potente: la vittoria è arrivata, ma porta sul proprio corpo le conseguenze della guerra.

🎖️ Adesso cerca i soldati

Gira intorno al monumento.
Su un lato e sul retro vedrai emergere dal marmo numerose figure di soldati.

Non sono immobili in posa.

Stanno compiendo uno sforzo enorme: trasportano a braccia un cannone lungo un sentiero di montagna.

Guarda le loro posture.

I corpi sono piegati, le braccia impegnate nello sforzo, le figure sembrano quasi avanzare insieme.

Il monumento vuole rappresentare proprio lo sforzo collettivo sostenuto durante la Grande Guerra.

👀 Prova a contarli

Quante figure riesci a distinguere?

Da lontano alcune sembrano quasi confondersi con la pietra. Avvicinandoti, invece, cominciano a emergere volti, elmetti, braccia e corpi.

💧 Ma questo monumento è anche una fontana

C’è un particolare che potrebbe esserti sfuggito.

Sul lato orientale si trova una vasca.

L’acqua sgorga dal monumento sotto il busto scolpito di una figura maschile nuda con uno scudo e viene raccolta nella vasca sottostante.

Per questo il Ministero della Cultura cataloga ufficialmente l’opera come “monumento ai caduti a fontana”.

Quindi non stai osservando soltanto una scultura commemorativa.

Architettura, scultura e acqua fanno parte di un’unica opera.

📜 154 nomi

Adesso raggiungi il fronte del monumento.

Qui si trova forse la parte più importante.

Una grande lapide reca l’iscrizione:

SARZANA AI GLORIOSI SUOI FIGLI
CADUTI PER LA PATRIA

Sotto sono incisi i nomi dei sarzanesi caduti nella guerra del 1915-1918.

Sono 154, disposti su quattro colonne.

Fermati un momento a guardarli.

Quando studiamo una guerra troviamo quasi sempre grandi numeri: eserciti, battaglie, morti, feriti.

Qui quei numeri diventano nomi e cognomi.

Persone che appartenevano alla stessa comunità, alle stesse famiglie e alle stesse strade della città che stai attraversando oggi.

🧭 Perché proprio al centro di Piazza Matteotti?

La posizione non è casuale.

Piazza Matteotti rappresenta da secoli il cuore civile di Sarzana.

Anticamente era chiamata Piazza della Calcandola e qui si affaccia anche Palazzo Roderio, sede del Comune.

Collocare il monumento al centro della piazza significava quindi inserire la memoria dei caduti nel luogo principale della vita cittadina.

Ma questa piazza custodisce anche un’altra storia sorprendente.

✒️ Anche Dante è passato da qui

Il 6 ottobre 1306, proprio in questa piazza, Dante Alighieri ricevette da Franceschino Malaspina la procura per negoziare la pace con il vescovo-conte di Luni, Antonio Nuvolone da Camilla.

Secondo il Comune di Sarzana, Piazza Matteotti è, insieme al Palazzo Vescovile di Castelnuovo Magra, uno dei luoghi nei quali è documentata con certezza la presenza di Dante durante gli anni dell’esilio.

Una lapide collocata nel 1906 ricorda ancora oggi quell’avvenimento.

Quindi, restando praticamente nello stesso punto, puoi attraversare secoli completamente diversi della storia:

1306 → Dante e la pace di Castelnuovo

1915-1918 → la Prima Guerra Mondiale

1934 → l’inaugurazione del Monumento ai Caduti

oggi → tu, con una mappa in mano, durante il nostro Orienteering Inverso.

🔎 GUARDA IL MONUMENTO COME UN RACCONTO

Prima di ripartire, fai una cosa. Compi un giro completo intorno al monumento.

Non guardarlo più come un unico blocco.

Cerca:

🪽 la Procellaria, la Vittoria alata ferita;

🎖️ i soldati che trasportano il cannone;

💧 la vasca e l’acqua;

🛡️ l’uomo con lo scudo;

📜 la lapide con i 154 nomi;

🪨 il marmo bianco di Carrara;

e infine guarda nuovamente l’intero monumento.

Adesso probabilmente vedrai qualcosa che prima non avevi notato.

💡 CURIOSITÀ

C’è un dettaglio particolarmente significativo.

Carlo Fontana non ha collocato sulla sommità una Vittoria perfetta e invulnerabile.

La sua Vittoria è ferita.

Ha raggiunto la cima, ma una delle sue ali non riesce più a sollevarsi.

È forse questo uno degli elementi più forti dell’intera opera: dietro la parola “vittoria” rimangono comunque la fatica, le ferite e soprattutto le vite perdute.

Ed è per ricordare quelle vite che il monumento continua a trovarsi, ancora oggi, al centro della città.

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