Pieve di Sant’Andrea
Quasi mille anni di Sarzana racchiusi in un edificio
A prima vista può sembrare una piccola chiesa incastonata tra gli edifici del centro storico. In realtà, osservandola attentamente, puoi trovare tracce di epoche molto diverse.
La Pieve è una specie di libro di pietra: muri, finestre, porte e decorazioni raccontano come Sarzana sia cambiata nel corso dei secoli.
Una storia che comincia quasi mille anni fa
La costruzione della Pieve viene fatta risalire al X-XI secolo. Era un’antica pieve rurale appartenente alla Diocesi di Luni e sorgeva in una posizione particolarmente importante, alla confluenza di due grandi direttrici viarie storiche indicate dalle fonti locali come Aurelia e Clodia.
Il primo documento conosciuto che la cita risale al XII secolo.
Nel 1137 il vescovo Gotifredo di Luni la scelse come sede di un Sinodo diocesano e nel 1153 una bolla di papa Anastasio IV la ricordava come pieve battesimale.
E mantenne questo privilegio anche dopo un avvenimento fondamentale per la storia della città: nel 1201 la sede vescovile fu trasferita da Luni a Sarzana.
💧 Qui si riceveva il Battesimo
Essere una pieve non significava semplicemente essere una chiesa.
Sant’Andrea possedeva l’antico privilegio di essere il luogo nel quale poteva essere amministrato il Battesimo.
All’interno è ancora conservato un grande fonte battesimale in marmo, di forma decagonale, decorato con putti, cariatidi e festoni di frutta. È attribuito allo scultore carrarese Giovanni Morello, mentre il coperchio ligneo della fine del Cinquecento è opera di Giulio Giannozzi di Massa.

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Non era soltanto un luogo religioso
C’è un particolare che racconta molto bene la Sarzana medievale.
Accanto alla Pieve si trovava l’antico palazzo comunale e il portico della chiesa veniva utilizzato anche per amministrare la giustizia.
Religione, vita pubblica e amministrazione della città erano quindi molto più vicine di quanto siamo abituati a immaginare oggi.
E sulla facciata è rimasto un simbolo di questo legame.
⭐ Cerca la stella a otto punte
Guarda sopra il portale.
Troverai una stella a otto punte, chiamata sidus.
Non è una semplice decorazione: era il sigillo degli Anziani della comunità di Sarzana, che proprio nella Pieve si riunivano per le assemblee cittadine. È quindi un antico simbolo del Comune di Sarzana.
Quella piccola stella racconta che l’edificio davanti a te non appartiene soltanto alla storia religiosa della città, ma anche alla sua storia civile.
👀 Adesso guarda il portale
Il grande portale che vedi oggi non appartiene alla costruzione medievale.
È un’opera cinquecentesca in marmo bianco di Carrara.
Osserva attentamente i lati: gli stipiti sono decorati con figure femminili – cariatidi – che sembrano sostenere la parte superiore del portale. Sopra si trova proprio il sidus a otto punte.
🔎 Piccola sfida
Adesso che sai cosa cercare, riesci a trovare: le due figure femminili e la stella a otto punte?
🧱 Una chiesa nascosta sotto la chiesa
Questa è probabilmente una delle curiosità più affascinanti della Pieve.
L’edificio che vedi oggi non ha la stessa forma della chiesa medievale.
I restauri e gli scavi archeologici effettuati tra il 1969 e il 1973 hanno permesso di riconoscere sotto il pavimento le strutture di una costruzione precedente.
La Pieve originaria aveva probabilmente tre navate separate da colonne, absidi terminali, una possibile copertura lignea e un pavimento in lastre di pietra.
Oggi, scendendo nella zona inferiore attraverso una scala interna, è ancora possibile riconoscere parte di quell’antico impianto.
In pratica: sotto la chiesa che vediamo oggi sopravvive la forma della chiesa medievale.
🔥 E sotto il pavimento trovarono anche una fornace
Durante le indagini venne scoperta anche una fornace per la fusione dei metalli, collocata sotto il livello del pavimento.
Secondo la ricostruzione riportata dal portale turistico cittadino, potrebbe essere stata utilizzata per la fusione delle campane.
Immagina quindi questo luogo nel Medioevo: non soltanto preghiere e cerimonie, ma anche persone al lavoro, pietra, legno, metalli e attività necessarie alla costruzione e alla trasformazione dell’edificio.
🏗️ Una Pieve che cambia nei secoli
Nel 1269 sono documentati lavori al campanile. Nel XIV secolo l’edificio subì importanti trasformazioni e l’interno venne modificato; alla fine del Cinquecento arrivò una ristrutturazione radicale.
Nel 1579 Maestro Giacomino del fu Guglielmo Ugolino intervenne sull’edificio, contribuendo alla configurazione che possiamo osservare oggi: una grande navata unica coperta da volta a botte, conclusa dall’abside.
Ecco perché, osservando attentamente i muri esterni, puoi vedere materiali, aperture e murature differenti: appartengono a fasi diverse della vita dell’edificio.
🔔 Guarda il campanile dal basso verso l’alto
Anche il campanile nasconde un piccolo gioco di osservazione.
Le sue aperture diventano progressivamente più articolate salendo verso l’alto: monofora → bifora → trifora → quadrifora.
È una successione caratteristica dell’architettura medievale e contribuisce ad alleggerire visivamente la torre man mano che sale.
👀 Prova tu
Parti dalla parte più bassa del campanile e guarda verso l’alto.
Riesci a riconoscere la successione delle aperture?
🏺 Un pezzetto dell’antica Luni è arrivato fin qui
Sulla facciata è presente anche una palmetta in marmo proveniente dagli scavi dell’antica Luni. Anche l’acquasantiera conservata all’interno potrebbe provenire da Luni.
È un particolare importante perché racconta il legame profondo tra Luni e Sarzana.
Quando l’antica città di Luni perse progressivamente la propria centralità, Sarzana ne raccolse parte dell’eredità religiosa, politica e culturale.
🎨 Cosa custodisce all’interno?
Entrando nella Pieve si incontrano opere appartenenti a epoche molto diverse.
Tra queste vi sono un Crocifisso ligneo del XV secolo, un affresco quattrocentesco con la Vergine e il Bambino, statue marmoree cinquecentesche raffiguranti San Pietro, Sant’Andrea e San Paolo, opere lignee policrome e una tela di Domenico Fiasella, importante pittore sarzanese del Seicento.
Approfondisci cliccando su questo link: https://visitsarzana.it/attrazioni/pieve-di-santandrea/
Sono presenti anche un Angelo annunciante e una Vergine Annunciata del Trecento, ricondotti alla scuola di Giovanni Pisano e provenienti dall’Oratorio della Misericordia.
🧩 IL DETTAGLIO CHE RACCONTA LA STORIA
Prima di lasciare questa tappa, non limitarti a guardare la Pieve nel suo insieme.
Cerca sulla facciata:
⭐ la stella a otto punte
👩 le figure femminili del portale
🪟 la bifora
🪨 le differenti murature
🔔 le aperture del campanile
Ognuno di questi elementi appartiene a un pezzo diverso della sua storia.
Ed è proprio questa la particolarità della Pieve di Sant’Andrea:
non racconta un solo momento della storia di Sarzana. Ne racconta quasi mille anni.

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